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venerdì, 29 agosto 2008

Si torna al maestro unico?

 

vecchi banchi di scuola a Santo Stefano di Sessanio

La voce circolava già da tempo, ma sembra che ieri, il Consiglio dei Ministri abbia espresso un parere favorevole.

E noi immaginiamo i ministri italiani, tutti esperti di scuola, tutti intellettuali, tutte persone di cultura, riflettere con cognizione di causa e approvare, consapevolmente, le proposte della Gelmini.

Per ora sono soltanto intenzioni ma questa scelta la ministra la sta discutendo con ...insegnanti ? (direte voi), sindacati ? (proverete ad immaginare), genitori ? (tirerete ad indovinare).

Ma no! La sta discutendo con il massimo esperto italiano in materia d'istruzione

"Il Consiglio dei Ministri ha espresso parere favorevole in merito al ritorno al maestro unico per la scuola primaria  Il provvedimento sarà contenuto nel piano programmatico per la scuola contenuto nella Finanziaria e su cui stiamo lavorando con il ministro Tremonti".

E già, proprio lui: Tremonti!

Così è tutto chiaro.

La scuola pubblica, per il governo, è soltanto un problema di spesa. Ma, allora, sempre per risparmiare, si poteva ipotizzare anche un mezzo-maestro, tanto per quel che serve la scuola, no?

Sul voto in condotta non desidero neanche esprimermi tanto è palese l’aspetto propagandistico della cosa.

postato da: emanuela53 alle ore 08:39 | Link | commenti (25)
categoria:scuola, condotta, maestro unico
martedì, 26 agosto 2008

A Denver Michelle ha parlato e ha cercato di rassicurare gli Americani: la famiglia Obama è una famiglia americana, sana, ecc. ecc.

I democratici, che hanno preferito un uomo ad una donna, ora applicano il vecchio e logoro luogo comune che "dietro ad un grande uomo c'è sempre una grande donna", l'importante che stia sempre un passo o un passetto indietro.

Non voglio far torto a Michelle, di cui conosco pochissimo il pensiero e la vita. La verità è che non mi interessa molto conoscerla. Valuto soltanto l'immagine che ha voluto dare di sé e della sua famigliola. Ha voluto dire a tutti "Guardate che siamo una tipica famiglia americana, che si è fatta da sé e che coglie le tante opportunità che il nostro Paese sa offrire, e ancora, ancora..."

Sicuramente è stata la risposta mediatica a dubbi, preoccupazioni dell'elettorato americano ma...

Più che una convention di un grande Partito di un grande Pese, che , in differenti modi, determina le scelte del Pianeta, mi è sembrato un incontro elettorale sotto casa, per il rinnovo del Consiglio Comunale di un paese, magari vicino al Vaticano.

Chiaramente so che le cose non stanno in modo così semplicistico, ma nell'era dell'immagine, della comunicazione questo è quanto Michelle mi ha comunicato e, francamente, mi sembra troppo poco.

Da Obama mi sarei aspettata qualcosa di più di una convention strapaesana: un po' di cultura (?), un po' di ideali leggermente più universali di quello della famiglia tradizionale (?), un po' più di coraggio (?)

Avrei voluto che a presentare Obama, su quel palco, si presentassero intellettuali, persone che si battono per l'ambiente, la sanità, la scuola, ma no...

SONO AFFARI DI FAMIGLIA

Speriamo nei prossimi giorni della Convention

postato da: emanuela53 alle ore 08:43 | Link | commenti (12)
categoria:politica, donne, usa , obama
sabato, 23 agosto 2008

Ancora una strage di bambini .

manifesto strage bambini

BAMBINI CHE NON HANNO MAI CONOSCIUTO LA PACE, BAMBINI POVERI, BAMBINI CHE NON CI SONO PIU'. (Ci si sente quasi in colpa ad aver vissuto, quasi come un fatto socio-letterario la lettura del Cacciatore di Aquiloni)

Le forze della "coalizione" hanno bombardato un'area del distretto di Shindand provocando la morte di CINQUANTA (cinquanta!) bambini e 19 donne.

Sembra sempre incredibile che l'uomo, di qualsiasi nazionalità, di qualsiasi religione, di qualsiasi "umanità", riesca a fare tutto questo, quotidianamente.

Sembra sempre incredibile che noi, osservatori, ci abituiamo a questo tipo di notizie, assistendo, come in un film, a stragi e violenze mentre sbocconcelliamo le nostre cene estive.

GUERRE NECESSARIE (?), INTERVENTI DI PACE (?) E TANTI ALTRI EUFEMISMI RIUSCIAMO AD USARE PER NASCONDERE LE INCAPACITA' DELL'UOMO, DEI GOVERNI, DELL'ONU E DELLE VARIE SIGLE INTERNAZIONALI CHE, NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI, SERVONO SOLTANTO AD INGRASSARE CHI CI LAVORA.

E NELL'INDIFFERENZA AGOSTANA I BAMBINI CONTINUANO A MORIRE.

IL Manifesto di oggi, come sempre, pubblica in prima pagina una foto-notizia che vale più di un articolo.

Purtroppo oggi Il Manifesto ha torto:

questi giochi non finiscono mai

postato da: emanuela53 alle ore 07:59 | Link | commenti (12)
categoria:
sabato, 16 agosto 2008

Qualche anno fa, la Telecom utilizzò, a scopi pubblicitari, l’immagine di Gandhi in uno spot bellissimo che ci chiedeva cosa avrebbe potuto essere del mondo se Gandhi avesse potuto parlarci con gli attuali mezzi di comunicazione.

Devo dire che mi sembrò uno spot molto riuscito, anche se suscitava in me, a torto o a ragione, il fastidio per l’uso commerciale della figura di Gandhi.

In questi giorni la Telecom è tornata alla carica, riproponendo il testo integrale proprio del discorso che aveva utilizzato per quello spot.

Ho scaricato quel testo: un discorso tenuto da Gandhi alla conferenza delle relazioni interasiatiche a New Delhi, il 2 aprile 1947, più di sessantuno anni fa!

Il discorso è chiaro.

Dopo alcune riflessioni sul colonialismo della lingua Gandhi narra una storia francese che gli è stata tradotta da un amico:

“C’erano tre scienziati e – ovviamente è una storia inventata – tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall’Europa alla ricerca della “Verità”. Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America.”

Quindi né l’Europa né l’America sono l’ombelico del mondo come tutti noi abbiamo sempre creduto.

Dobbiamo cercare in Asia, nelle straordinarie figure di Zoroastro, Buddha, Gesù, Mosé e stare attenti perché “il Cristianesimo, arrivando in occidente, si è trasfigurato...Non dirò altro a riguardo”.

Che forza questo “non dirò altro a riguardo”!

gandhi

“Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l’India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell’occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l’autore francese, ma visitò comunque le città, vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando”

 

Allora è sempre tra gli umili che bisogna cercare?

"Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”.
Ci deve essere una conquista ...Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l’Occidente."

Il colonialismo di Gandhi: amore e verità.

Dopo lo spot della telecom seguono gli altri spot : moda, apparenza, egoismi, ...

Qualcosa non va!

postato da: emanuela53 alle ore 10:18 | Link | commenti (22)
categoria:politica, amore, gandhi, verità, telecom
domenica, 10 agosto 2008

Negli ultimi tre giorni siamo stati ospiti di due eccezionali cugini, in Abruzzo (un giorno scriverò un post sul valore affettivo e umano dell'ospitalità).

Conoscendo la nostra passione per la montagna ci hanno fatto conoscere, sul Gran Sasso, dei borghi che dire fantastici è troppo poco.

Siamo saliti su altopiani vasti ed inimmaginabili, che già conoscevamo per andare a Campo Imperatore. Dopo aver goduto di questa natura dolce ed aspra nello stesso tempo, lungo i faticosi tratturi della transumanza,

i tratturi antichi della transumanza ci siamo immersi nell’atmosfera calma ed ovattata di borghi arrampicati sui monti.

Il borgo di Rocca Calascio, rocca calasciosormontato appunto dalla Rocca. In una giornata di sole la sua pietra bianca quasi vi abbaglia e dalle feritoie della rocca dalla feritoia di Rocca Calasciovi colpisce il contrasto con il cielo azzurrissimo e i colori tipici dei prati degli altopiani.

Stando lassù, sul castello più alto d’Italia, sembra di rivivere una parte della storia dell’uomo: l’uomo che vuole commerciare, comunicare, osare nonostante la natura impervia, nonostante la povertà dei mezzi.

Il borgo è abbandonato: l’uomo non ce l’ha fatta e l’emigrazione ha avuto il sopravvento.

Ora qualcuno ha deciso di restaurare alcuni edifici ed aprire dei locali turistici legati alla tradizione.

Lasciata Calascio, poco più avanti, un altro borgo aggrappato alla montagna con un laghetto nel fondo: Santo Stefano di Sessanio.

Via degli Archi a Santo Stefano di Sessanio

Un Borgo molto più grande dove  i restauri e la ricettività sono più avanzati, con il moderno concetto di albergo diffuso.

A Santo Stefano si amplificano le emozioni provate a Rocca Calascio. Qui si può entrare nella vita quotidiana del ‘200, ‘300, ‘400. Palazzi signorili e case strette, scalinate e vicoli angusti vi fanno scoprire elementi architettonici e di vita quotidiana. Colpisce la varietà di portali e di finestre, con un gusto della cornice, del particolare decorativo. Si entra in stanze poco luminose che all’improvviso rivelano soffitti in legno dipinto.

soffitto in legno dipinto a Santo Stefano di SessanioI restauri vengono eseguiti nel rispetto dei materiali tanto che anche i tombini sono mimetizzati con i materiali delle strade.

Notizie storiche ed archeologiche potete cercarle in siti più specializzati, a me interessa comunicare le emozioni che il lavoro dell’uomo e i colori della natura riescono a suscitare.

Cosa si può fare in questi borghi isolati? Passeggiare, guardare, riempirsi gli occhi di tanta bellezza e, ogni tanto, riposarsi su ospitali scalinate. vecchi banchi di scuola a Santo Stefano di Sessanio

Il senso di abbandono, conseguente alla fuga dalla povertà, vi fa venire in mente altre fughe, più attuali, altrettanto drammatiche e così ricordiamo che il pianeta è piccolo e che le vicende umane si ripetono. La storia può servire a promuovere accoglienza e solidarietà.

martedì, 05 agosto 2008

Sul sito di Repubblica oggi c’è un articolo molto interessante di Diamanti, sui giovani e la sinistra.

“la generazione perdente che va a destra”.

Partendo dall’implosione di Rifondazione Comunista Diamanti fa un breve ma intenso excursus storico sugli atteggiamenti politici dei giovani verso la sinistra.

Parte dal 1968, passa per la stagione dei movimenti, arriva al deflusso verso il volontariato e continua “...fino alla conclusione del secolo, la classe d'età orientata a sinistra più delle altre è progressivamente invecchiata, da un decennio all'altro. I ventenni del Sessantotto. I trentenni negli anni Settanta. I quarantenni negli anni Ottanta. I cinquantenni negli anni Novanta. E via di seguito. Una generazione di nostalgici, che votano allo stesso modo, un po' per speranza, un po' per abitudine.”.

Diamanti continua l’analisi impietosa: dopo l’attacco alle torri gemelle e di fronte all’inquietudine sociale, all’inizio degli anni 2000 i giovani sono tornati a votare a sinistra ma...soltanto per un attimo, oggi questa stagione è già conclusa e i giovani si sono orientati a destra “...alle elezioni del 13 aprile 2008 (Sondaggio Demos-LaPolis, maggio 2008, campione nazionale di 3300 casi) appena il 31% dei giovani (fra 18 e 29 anni) ha votato per (la coalizione a sostegno di) Veltroni. Il 49%, invece, per Berlusconi…”

“...Per capire il deflusso dei giovani verso la destra e il non-voto, però, è più semplice soffermarsi sullo spettacolo offerto dalla sinistra, riformista e radicale. Il Pd, attraversato da divisioni personali e di corrente. Intorno ai soliti nomi: Veltroni, D'Alema, Rutelli. Marini. Rifondazione: segmentata da fazioni e frazioni…”

La conclusione spietata e lucida

“…Perché dovrebbero affidare il proprio destino, la propria rappresentanza a una classe politica "perdente" di professione?”

Mi permetto di rispondere

La nuova finanziaria, l'attacco allo stato sociale, al diritto alla salute e allo studio, l'incertezza per il futuro dovrebbero spingere le nuove generazioni a guardare con simpatia all'opposizione,

se l'opposizione decide di esserci

il link all'articolo

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/politica/cosa-rossa-2/diamanti-generazione-perdente/diamanti-generazione-perdente.html

postato da: emanuela53 alle ore 08:51 | Link | commenti (18)
categoria:politica, sinistra, giovani