SENZA PAROLE



SENZA PAROLE



Ci sarà un’altra chance?
Intanto ripensiamo ad una politica che parta dalle realtà locali, dalla vita della gente, dall'ambiente... magari insieme ai nostri cigni

Questi giorni sono drammatici: dal Nord al Sud della penisola si susseguono tremendi episodi di stupri a danno di bambine.
Non si può non pensare con profonda pena e preoccupazione a queste giovani ragazze, alla terribile esperienza che hanno vissuto, al loro futuro non più sereno e pieno di aspettative come era soltanto l’altro ieri. Come elaboreranno la violenza che hanno subito, come saranno, da oggi in poi, le loro relazioni con l’altro sesso, quale stima avranno di se stesse (se è vero che, spesso, la vittima, si sente sporca e colpevole!).
Io non so se gli stupri siano in aumento (i mezzi di informazione italiani pubblici o privati fanno pena!); non so se sia vero che il numero delle violenze e degli stupri in famiglia siano di gran lunga superiori.
So che ogni ragazza violata ci rappresenta tutte.
Niente lassismi!
Niente perdonismi!
Niente ridicole strumentalizzazioni politiche!
Ripensiamo a quale immagine la nostra società dà delle ragazze, delle donne; valutiamo quali effetti abbia
Evitiamo gli spot sull’esercito nelle strade; non dobbiamo aver paura di prendercela con gli stranieri che delinquono: scegliamo sicurezza e qualità della vita ricercandole in un ripensamento collettivo della società che vorremmo realizzare.

Carissima,
sei stata molto amata dalla tua famiglia,
sei stata curata con affetto,
ma sei sata anche usata da una bassa politica e da una Chiesa ottusa.
Ora puoi andare, ma rimarrai nel cuore dei tuoi e nel cuore di molti di noi.
La tua vicenda resterà nella coscienza civile di questo povero Paese, che molto deve imparare dalla dignità e dal dolore composto di tuo padre.
Ora ci saranno molti commenti, beceri e incivili, ma tu non li ascolterai.
Spero che tuo padre potrà sopportare ancora, perché per lui non è certo finita.
Buon viaggio

Mi sembrava che il silenzio fosse il modo migliore per onorare Eluana Englaro e la sua famiglia e mi sono sempre astenuta dal commentare le innumerevoli vicende, giuriiche e politiche, che hanno accompagnato i suoi ultimi anni, e il dolore, dignitoso e deciso, della sua famiglia.
Ma ora basta! Non si può stare zitti di fronte al Decreto, varato poche ore fa dal Consiglio dei Ministri, che prevede il divieto di sospendere l'alimentazione e l'idratazione fino all'approvazione della legge sul testamento biologico.
Il Consiglio dei Ministri si è mosso in contrasto con il Quirinale, che, in una lettera inviata a Berlusconi, non ravvisa lo stato di urgenza del provvedimento e lo considera in contrasto con sentenze passate in giudicato, e contro la Cassazione, che si è già pronunciata in modo inequivocabile stabilendo il protocollo per la graduale cessazione dell'idratazione e dell'alimentazione della ragazza.
Sembrerebbe che Berlusconi abbia dichiarato che non vuole sentirsi responsabile della morte di Eluana, lui che è uno dei responsabile del degrado morale degli Italiani. Che coraggio!
L'arroganza del potere, il fondamentalismo della Chiesa cattlica, la strumentalizzazione elettoralistica dei politici sono nauseanti in una vicenda come questa.
Certo è difficile decidere in una situazione così, ma chi aveva il diritto/dovere di decidere aveva già deciso: la famiglia di Eluana per quanto riguarda la responsabilità etica e la cassazione per quanto riguarda la responsabilità giuridica. Tutto il resto sono pressioni che niente hanno a che vedere con l'etica e la morale.
Eluana e la sua famiglia devoo ancora attendere e sperare in una società più laica e rispettosa e in una politica più indipendente dal potere religioso.
Mi piace mettere in questo post una foto dei luoghi francescani, Fonte Colomba, luogo di quiete e di tolleranza.
