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venerdì, 30 gennaio 2009

Ieri ho partecipato ad un’assemblea pubblica. Gli argomenti erano di quelli che si dovrebbero considerare vitali per il futuro di una comunità:

—    la conversione a carbone della centrale di Civitavecchia;

—    la realizzazione del corridoio tirrenico, l’autostrada Civitavecchia-Livorno.

I numerosi interventi, che hanno avuto il pregio di essere chiari e brevi, hanno dato puntuali informazioni sui due argomenti.

Per la centrale a carbone il mondo ambientalista di Civitavecchia ha dimostrato di essere informatissimo e attivo e sono uscita con la triste conferma che i poteri forti possono stirare a loro piacere leggi e regolamenti, con la copertura complice di pezzi delle istituzioni.

Sul progetto dell’autostrada, devastante per la Toscana, semidevastante per il Lazio (?) il dibattito è stato un po’ più articolato. Trattare? Opporsi? Io sono  per un NO! Deciso. A cosa dovrebbe servire questa infrastruttura? A trasportare con maggiore velocità le merci? Ci sono senz’altro altri modi.

A valorizzare il nostro territorio? Ma non diciamo scempiaggini!

Il nostro territorio va protetto, tutelato. La Maremma tosco-laziale è unica; le emergenze naturali e culturali sono di così alto pregio che dovremmo tremare ogni volta che siamo chiamati a prendere decisioni su questa terra.

Ultima nota dolens: GRANDE ASSENTE IL PD! Il PD laziale ha deciso, da tempo, di dire sì a tutto, scimmiottando, in tal modo, la destra. Soltanto che la destra sa fare molto meglio il suo mestiere.

Per l’ennesima volta mi domando: dov’è la differenza tra sinistra e destra? In quale modo ci distinguiamo nella visione del mondo, nel progetto per il futuro, nella difesa della qualità della vita, nella elaborazione di valori condivisi?

L’incontro è stato organizzato dal comitato di cittadini liberi, un gruppo battagliero e attivo. Chi volesse seguirli può conoscerli meglio sul loro blog http://cittadiniliberi.blogspot.com/

Intanto non demordiamo, continuiamo a batterci!striscione delle donne

lunedì, 27 ottobre 2008

 

Ora va di moda il decisionismo, il "fare".

Alla gente piace. Piace Brunetta, il ministro che vende fumo e pensa a far rigare dritti i dipendenti pubblici ( perché  non pensa seriamente a togliere i privilegi economici, previdenziali e sociali della sua casta?); piace la Gelmini che ha deciso di tornare a 30 anni fa.

Questa moda imperversa anche nel centrosinistra e così, dalle Alpi all’Etna, dal Tirreno all’Adriatico, c’è la corsa a chi decide di più.

Ma non sono mai decisioni ponderate, valutate e soppesate dopo attente analisi di costi e benefici, sono decisioni propagandistiche : “CHI È PIÙ BRAVO DI ME?” si sente sussurrare lungo tutta la penisola.

Anche nel nostro piccolo non scherziamo. Abbiamo cominciato con la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Civitavecchia, e adesso picchiamo giù sodo con la realizzazione dell’autostrada Civitavecchia-Livorno. Per dare il senso del livello di decisionismo, abbiamo avuto la convocazione contemporanea dei consigli comunali di Tarquinia e Montalto di Castro, neanche si trattasse di un evento eccezionale. Invece si è trattato, ancora una volta, del cedimento degli interessi locali agli interessi economici di gruppi ben determinati.

Nessuno nega che il tratto dell’Aurelia, tra Civitavecchia e Livorno non risponda da tempo alle esigenze del traffico moderno; è evidente a tutti che in alcune parti è purtroppo pericoloso. Per questi motivi si era sempre chiesto a gran voce l’ammodernamento dell’Aurelia, la sistemazione della stessa in autostrada e non si voleva assolutamente la costruzione di un nuovo tracciato che avrebbe mangiato terreno fertile e produttivo all’agricoltura.

La memoria corta dei decisionisti, poi, rasenta il ridicolo quando  si riporta come una grande conquista l’abbandono del tracciato a monte.

Per la verità, lo ricordo agli smemorati, il primo tracciato della SAT era proprio a valle, tra l’attuale Aurelia e la strada litoranea. Contro questa proposta si levarono associazioni di coltivatori, commercianti, cittadini che si espressero in democratiche manifestazioni di protesta.

Oggi si vende questa ipotesi come la soluzione di tutti i problemi e le amministrazioni esprimono i loro pareri su tracciati di massima. Tracciati di massima! Senza calcolare l’impatto del cemento, degli svincoli, dei piani da rialzare...

Certo, è più facile dire sempre sì, è più propagandistico il decisionismo, ma ricordo con rimpianto quando nella sinistra insistevamo sulla necessità di un nuovo modello di sviluppo, che coniugasse economia e ambiente; ricordo ancora Berlinguer dichiarare che era necessario introdurre elementi di socialismo (non il socialismo, ma elementi di socialismo) per avere una società più giusta.

Io non sono per il no a tutti i costi, ma per l’autonomia e la democrazia nelle scelte.

Certe omologazioni tra centrosinistra e centrodestra stridono troppo!

Forse proprio pensando alla futura autostrada gli Etruschi decisero di costruire la loro città, Tarkna, sulla collina, lontani dal cemento e dal traffico.

ara

postato da: emanuela53 alle ore 09:15 | Link | commenti (10)
categoria:politica, tarquinia, autostrada civitavecchia livorno