Ieri ho visto, finalmente, Baarìa, un film fantastico!Emozioni, pensieri, riflessioni si sono succeduti in quei brevi 150 minuti di pellicola.
Il film è tante cose:
è STORIA:
attraverso la storia personale di Peppino, dal fascismo agli anni ottanta, siamo trascinati nella storia d’Italia, della Sicilia, di Bagheria;
è PAESAGGIO:
che Tornatore ci regala attraverso scene che ci immergono in valli, forre, pianure di una bellezza mozzafiato;
è POLITICA:
che parla di politica. Nell’evoluzione della vicenda si evolve anche il concetto di politica e di politico. Come non rivivere le emozioni, gli ideali, le speranze, l’impegno che la nostra generazione aveva riversato nell’impegno politico; come non guardare con nostalgia a ciò che eravamo e ciò che con le lotte politiche si voleva cambiare. Epiche le scene della presa delle terre dove paesaggio, musica, arte si fondono con la forza di un “popolo” dimenticato. In punto di morte il padre del protagonista ripete, quasi ad libitum, “la politica è bella", ridicolo se detto oggi, oppure no? E come dimenticare la scena dell'assessore all'urbanistica, cieco, con le mani sul plastico della lottizzazione che approva dopo l'ovvia bustarella?
è AMORE
amore per la propria terra, per la politica, per la gente,
per il cinema;
per il cinema;è SOCIOLOGIA
per i numerosi affreschi della povera civiltà contadina;
è ARTE
per le numerose emozioni che ci ha regalato.
E' ancora molto e molto altro, è sufficiente lasciarsi trasportare dall'intelligente lavoro del regista.
Una scena particolare: la lettura del poeta Buttitta della sua poesia "Parlu cu' tia" che ho sentito, tanti anni fa, letta direttamente da Buttitta.
Una nota negativa di cui si è tanto parlato e che poteva essere evitata con un qualsiasi trucco scenico: l'uccisione cruenta ed inutile di un toro, ennesima riprova che nessuno è perfetto, neanche Tornatore.
Troppo epico? Troppo retorico? Non me ne importa niente, queste riflessioni le lascio ai critici.
E' ancora molto e molto altro, è sufficiente lasciarsi trasportare dall'intelligente lavoro del regista.
Una scena particolare: la lettura del poeta Buttitta della sua poesia "Parlu cu' tia" che ho sentito, tanti anni fa, letta direttamente da Buttitta.
Una nota negativa di cui si è tanto parlato e che poteva essere evitata con un qualsiasi trucco scenico: l'uccisione cruenta ed inutile di un toro, ennesima riprova che nessuno è perfetto, neanche Tornatore.
Troppo epico? Troppo retorico? Non me ne importa niente, queste riflessioni le lascio ai critici.
postato da: emanuela53 alle ore 16:38 | Link | commenti (15)
categoria:recensioni, politica, cinema, tornatore, baarìa
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