
Non amo molto lo stile dei fratelli Coen, un po' troppo violento anche se ironico e surreale.
I personaggi:
- il fantastico e folle Anton Chigurh (Bardem da oscar) , il fanatico assassino con le proprie regole;
- l'incauto Llewelyn Moss (Brolin) che si illude di poter gestire la situazione;
- il saggio sceriffo Bell (T. Lee Jones), così lontano dal nuovo mondo.
- la figura femminile, la moglie di Moss (MacDonald), che ha il compito di contrastare la pazzia del tempo e di rifiutare la falsa scelta tra testa o croce, "non devi farlo per forza".
Dalle molte recensioni che ho letto, tutte entusiastiche, traggo alcune riflessioni che condivido:
il mondo si fa sempre più violento;
l'uomo non può combattere contro il proprio destino, manipolato allo stesso tempo dagli altri e dalla causalità di una moneta;
molti di noi si sentono disorientati e fuori luogo di fronte al "nuovo" che avanza, i vecchi del titolo, che non si ritrovano più nel loro paese (siamo tutti lo sceriffo Bell).
Il film, tratto da un romanzo di Cormac McCarthy, è retrodatato. Oggi,
Le tante guerre, la tirannia dei forti sui deboli (poveri, disabili, donne, tibetani, popolo del Darfur...), la prepotenza dei pochi che sperperano le risorse del pianeta a scapito dei molti, la diffusione dell’inquinamento che superficialmente ognuno di noi provoca, l’arroganza delle religioni senza umanità, la sopraffazione del consumismo sull’individuo, lo strapotere della volgarità sulla cultura, e ancora...
Mi sembra che l'ironia dei fratelli Coen rimanga l'unico elemento di speranza. Ma anche la signora Moss ci piace: “NON DEVI FARLO PER FORZA”, DIPENDE DA TE.
E, COMUNQUE, IMPARIAMO A SORRIDERE SU CIO’ CHE CI CAPITA E PROVIAMO A COMBATTERE L'INELUTTABILITA' DEL DESTINO.






