
categoria:inquinamento, politica, ambiente, centrale a carbone

Luca, nel corso del recente Consiglio Comunale sulla centrale a carbone, aveva fatto riferimento ad un articolo apparso sul numero di febbraio del National Geographic, edizione, italiana, dal titolo
IL MISTERO DELLE POLVERI SOTTILI.
Annalisa me ne ha portata una copia. Quando l'ho letta ho capito l'indignazione di Luca.
Il giallo si svolge a Torchiarolo, un paesino di cinquemila abitanti, in provincia di Brindisi.
A nove chilometri dal paese sorge la centrale a carbone dell'Enel di Cerano: la centrale "Federico II".
Le rilevazioni atmosferiche hanno evidenziato una presenza record di polveri sottili, non come Milano, ma superiore a Belluno. I superamenti dei limiti sarebbero numerosissimi, dal 2005 ad oggi, soprattutto in inverno. Forse è per questo che l'Arpa, l'agenzia regionale pugliese per l'ambiente ha ipotizzato che non la vicina centrale a carbone, bensì i caminetti accesi e la combustione della potatura degli olivi siano i possibili responsabili di questo subdolo inquinamento.
E così a Torchiarolo si ritrovano l'Enel ambientalista e gli anziani e i coltivatori inquinatori. Così va il mondo.
Anche nel nostro territorio dovremo cambiare prospettiva.Grideremo
"Viva l'Enel" "Abbasso l'Agricoltura".
E dire che pensavamo che le centrali inquinano e che i coltivatori fanno bene a battersi, insieme al movimento, contro la riconversione a carbone della Centrale.
Quanto sono forti i veri poteri forti?
Certo questo non ci fa stare tranquilli sul campo dell'obiettività delle rilevazioni sull'inquinamento atmosferico: i nostri amministratori, invece, sono tranquilli!?
