Nell’ambito delle manifestazioni per il Premio Cardarelli sono previsti alcuni incontri con autori.
Sabato scorso ci siamo goduti l’oratoria e la cultura di Cerami, autore di “Un borghese piccolo piccolo”, sceneggiatore con Benigni de “La vita è bella” ecc., ecc.
Sì è parlato di lettura, scrittura, di cinema.
Abbiamo riso, abbiamo pensato.
Cerami, a braccio, con sapiente maestria, ha illustrato la sua visione della cultura, raccontando qua e là, con leggerezza, aneddoti spassosi.
Ed ecco che...
“Un suo amico francese spendeva tutte le sue sostanze nell’acquisto di vini buoni che, chiaramente non beveva, ma riponeva in una cantina della banlieu parigina.
Con sommo piacere portava i suoi ospiti a visitare la sua ricca collezione. La sua passione era tale che aveva spesso rischiato di finire sul lastrico.
Alcuni anni fa una forte inondazione invase la cantina e, di fronte agli occhi agghiacciati del padrone, tutte le etichette si staccarono, galleggiando pigramente sull’acqua. Ora era impossibile riconoscere i vini più eccellenti dai più scadenti; era impossibile distinguere i frizzanti, i dolci, i secchi, i vari Lafitte, i differenti Bordeaux...
C’era soltanto un modo per recuperarli, da parte dei veri intenditori: assaggiarli.”
Mi piace assumere questo episodio come metafora delle relazioni umane: non ci soffermiamo sulla esteriorità, che ci ha resi tutti uguali, tutti vestiti allo stesso modo, tutti attrezzati allo stesso modo, TV, PC, automobile..., ma
ASSAGGIAMOCI
E da veri intenditori godiamo delle nostre diversità, dei nostri difetti, dei nostri pregi, delle nostre umanità.
categoria:cultura, politica, relazioni umane, cerami






