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giovedì, 16 ottobre 2008

Un caro amico, di cui per adesso non faccio il nome,  mi ha inviato una mail su un avvenimento culturale svoltosi a Tarquinia venerdì scorso: la presentazione del restauro della Madonna con Bambino di Antonio del Massaro detto il Pastura.

Pastura Madonna col Bambino

Il piacere con il quale ho letto la mail è stato tale che mi è sembrato un peccato di egoismo tenere per me le sue argute osservazioni. Vi rendo partecipi, perciò, del mio diletto intellettuale, considerata anche la rarità di voci laiche e di pensieri veramente liberi. Godete della figura del Vescovo che si avvicina al popolo, mentre le autorità civili se ne stanno timidamente in disparte; riflettete sulla surreale processione; divertitevi per il piedistallo sbagliato, bella citazione di una commedia tipicamente italiana di decenni fa.

“Cara Emanuela,

 la glorificazione chenisiana [1]  - non keynesiana anche se i tempi che corrono rischiano il rimescolamento delle carte- è sempre più estesa. Tarquinia sembra  vieppiù papalina ! Momenti  centrali del... sono  le presentazioni della tavola del Pastura, del reliquario di S: Agapito,  e fra qualche giorno,   della tavola di Monaldo. Apprezzabilissime acquisizioni al patrimonio  cittadino che, in ogni caso,  consentono al vescovo di pronunciare i suoi discorsi e le sue  argomentazioni , per alcuni versi condivisibili ( la tradizione, il bene culturale, la valorizzazione ecc. ecc.) solo che la conclusione è sempre una : mettere le mani avanti  come  a dire "tutto bene , ma tenere presente che ogni cosa , atto, iniziativa sono in funzione della fondamentale finalità religiosa". Il vescovo svolge il suo lavoro  con sagacia, da parte sua non altro si può pretendere. Mentre le autorità cittadine non sono in grado di esprimere un'autorevole voce laica. In queste condizioni, paradossalmente, l'apertura buonista alle varie  correnti di pensiero corre il rischio di dare voce ad una sola corrente. Del Pastura  si legge  l'intenzionalità liturgica-religiosa non si parla dei valori strutturali dell'opera. Della bella mammella esibita dalla  Madonna, uno storico dell'arte, tale Gallo professore alla LUMSA (nessuno sapeva  né si è preoccupato di sapere cosa significasse quell'acronimo riferito alla Libera Università Maria Santissima Assunta di diretta derivazione vaticana) ha dato un'interpretazione  allagata  nel liquido amniotico dei testi sacri. Mentre il vescovo pronunciava il suo "incisivo" discorso con l'abituale passeggiatina davanti al pubblico, le autorità locali se ne stavano educatamente seduti schierati da un lato in un'ossequiosa immobilità. Un'atmosfera  che ha toccato punte surreali nella successiva processione dal Duomo a S.Francesco con la banda in testa, il solito corteo storico, il gonfalone della città, il corteggio dei monaci grigi di S,Francesco, il vescovo che salmodiava dentro un  amplificatore, poi un  vasto spazio vuoto e, finalmente, il reliquario   portato a spalla da alcuni confratelli non so di quale congregazione e subito dietro le autorità cittadine seguite da  qualche centinaio di fedeli che sgranavano  giaculatorie sacre. Lungo il percorso nessuno affacciato alle finestre. Un'intrigante situazione straniante. Il  clou spettacolare  della collocazione del reliquario in una nicchia della chiesa di S. Francesco non ha avuto luogo a causa delle dimensioni sbagliate del  piedistallo. Il  santo è rimasto a terra !. Un salutone“


[1] Chenis è il nome del Vescovo

postato da: emanuela53 alle ore 07:45 | Link | commenti (19)
categoria:cultura, politica, chiesa, religione
lunedì, 06 ottobre 2008

Ieri altra bellissima escursione culturale nell’ambito di Tarquinia a Porte Aperte: visita a Leopoli-Cencelle,collina Cencelle città fondata dal Papa Leone IV nel IX secolo  per dare ospitalità agli abitanti di Centumcellae (l’odierna Civitavecchia) in seguito alle incursioni dei Saraceni.

La città, che domina il territorio circostante, fino a mare, da una collina vicina ai monti della Tolfa, è oggetto, da alcuni anni, di scavi e conseguenti studi di numerose Università (Roma, Chieti, Viterbo, Perugia).

È già affascinante arrampicarsi lungo il pendio della collina, mentre ci si avvicina alle torri mozzate e ai resti della cinta muraria. Se ci si ferma a riprendere fiato, volgendo lo sguardo, e se si ha l’accortezza di non guardare verso la ciminiera della centrale a carbone di Civitavecchia, si può ammirare il panorama fino a mare.

 panorama da Cencelle

La professoressa, che ci spiegava con autentica passione e competenza i lavori di scavo, ha fatto emergere, dalle numerose pietre, una vera città: i luoghi del potere religioso e del potere civico; le botteghe artigiane, le case a schiera (a due piani per utilizzare al massimo la scarsa superficie a disposizione). Pian piano, davanti ai nostri occhi, si è evidenziato l’assetto urbanistico della città medioevale, ben più razionale degli assetti che conosciamo oggi.

Oltre a godere dei luoghi e delle ricostruzioni archeologiche, due elementi mi hanno divertita e confortata:

1)      Tutti i manufatti ritrovati (ceramiche, utensili ed altro) conducono a vie commerciali verso l’interno, proprio all’opposto di Roma e lontani dal Papa, alla ricerca di una libertà commerciale;

2)      La grandiosa Chiesa, a tre navate, fu trasformata in... prigione. Mi ha intenerita la domanda di un visitatore che chiedeva all’archeologa come la Chiesa aveva potuto permettere che un luogo spirituale si potesse trasformare in prigione e luogo di sofferenza. “Ti stupisci?” (E la "Santa" Inquisizione?) 

cripta Cencelle

Nella bellissima cripta, con fantastici capitelli a decorazioni geometriche di fattura umbra, si ritrovano, ormai quasi invisibili, le tipiche iscrizioni dei carcerati.

 

Insomma, a parte il piacere della visita archeologica, ho potuto godere della soddisfazione di appartenere a un territorio che ha sempre cercato di sganciarsi dallo Stato pontificio, alla ricerca della laicità.

Con una certa malizia, inoltre, mi piace pensare che l’edificio religioso, trasformato in prigione, rappresenti un po’ la metafora di una religione invadente e massimalista.

postato da: emanuela53 alle ore 11:02 | Link | commenti (4)
categoria:chiesa, laicità, tarquinia, leopoli-cencelle