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domenica, 27 settembre 2009
   Questa mattina siamo tornati agli scavi del sito archeologico di Gravisca.

Gravisca
E' un sito non ancora aperto al pubblico e lo si può vedere soltanto quando il Comune, come in questa occasione, ne organizza la visita. E' così interessante c he ogni volta che posso vado e ogni volta rimango colpita da assonanze o dissonanze con il nostro piccolo mondo moderno.
 Ricordate il mito di Adone conteso da Demetra e Afrodite? 
Ne avevo già parlato in questo
post .
Oggi il gentilissimo prof.  Fiorini si è soffermato più a lungo  sulla parte più arcaica del santuario presentandoci un "mistero".
Gravisca_casa_amore
Questa parte del santuario fu completamente sepolta, nel 5° secolo a.C., da una sabbia finissima che altro non è che vasellame triturato finemente. Cosa ha portato a questa drastica scelta? Perché si è distrutto tutto il vasellame di quell'area per ricoprirla?
Alcuni di noi si sono cimentati in ipotesi stravaganti ed arroganti, sotto gli occhi tranquilli dell'archeologo che seraficamente ci ha comunicato che non ci sono spiegazioni suffragate da ritrovamenti o prove documentate, si sa soltanto che quell'area è stata ricoperta.
Abbiamo goduto della dolce mattina di settembre tra gli scavi, il sarcofago di Adone e le pavimentazioni di macco. 
cigni_alle_saline
Tornando indietro, volgendo lo sguardo alle vasche delle saline che cominciano a popolarsi di uccelli migratori, l'occhio è andato alla ciminiera della centrale a carbone di Civitavecchia e l'incanto si è rotto. 
Come non pensare che anche oggi stiamo ricoprendo il nostro mondo, ma di polveri sottili e nubi avvelenate.
ciminiera_dalle_saline
Tra 2 500 anni ci sarà ancora qualcuno che potrà studiare la nostra idiozia?
  
postato da: emanuela53 alle ore 20:05 | Link | commenti (7)
categoria:cultura, politica, riflessioni, gravisca
mercoledì, 19 novembre 2008

Vincenzo CardarelliNell’ambito delle manifestazioni per il Premio Cardarelli sono previsti alcuni incontri con autori.

Sabato scorso ci siamo goduti l’oratoria e la cultura di Cerami, autore di “Un borghese piccolo piccolo”, sceneggiatore con Benigni de “La vita è bella” ecc., ecc.

Sì è parlato di lettura, scrittura, di cinema.

Abbiamo riso, abbiamo pensato.

Cerami, a braccio, con sapiente maestria, ha illustrato la sua visione della cultura, raccontando qua e là, con leggerezza, aneddoti spassosi.

Ed ecco che...

“Un suo amico francese spendeva tutte le sue sostanze nell’acquisto di vini buoni che, chiaramente non beveva, ma riponeva in una cantina della banlieu parigina.

Con sommo piacere portava i suoi ospiti a visitare la sua ricca collezione. La sua passione era tale che aveva spesso rischiato di finire sul lastrico.

Alcuni anni fa una forte inondazione invase la cantina e, di fronte agli occhi agghiacciati del padrone, tutte le etichette si staccarono, galleggiando pigramente sull’acqua. Ora era impossibile riconoscere i vini più eccellenti dai più scadenti; era impossibile distinguere i frizzanti, i dolci, i secchi, i vari Lafitte, i differenti Bordeaux...

C’era soltanto un modo per recuperarli, da parte dei veri intenditori: assaggiarli.”

Mi piace assumere questo episodio come metafora delle relazioni umane: non ci soffermiamo sulla esteriorità, che ci ha resi tutti uguali, tutti vestiti allo stesso modo, tutti attrezzati allo stesso modo, TV, PC, automobile..., ma

ASSAGGIAMOCI

E da veri intenditori godiamo delle nostre diversità, dei nostri difetti, dei nostri pregi, delle nostre umanità.

postato da: emanuela53 alle ore 11:26 | Link | commenti (5)
categoria:cultura, politica, relazioni umane, cerami
giovedì, 16 ottobre 2008

Un caro amico, di cui per adesso non faccio il nome,  mi ha inviato una mail su un avvenimento culturale svoltosi a Tarquinia venerdì scorso: la presentazione del restauro della Madonna con Bambino di Antonio del Massaro detto il Pastura.

Pastura Madonna col Bambino

Il piacere con il quale ho letto la mail è stato tale che mi è sembrato un peccato di egoismo tenere per me le sue argute osservazioni. Vi rendo partecipi, perciò, del mio diletto intellettuale, considerata anche la rarità di voci laiche e di pensieri veramente liberi. Godete della figura del Vescovo che si avvicina al popolo, mentre le autorità civili se ne stanno timidamente in disparte; riflettete sulla surreale processione; divertitevi per il piedistallo sbagliato, bella citazione di una commedia tipicamente italiana di decenni fa.

“Cara Emanuela,

 la glorificazione chenisiana [1]  - non keynesiana anche se i tempi che corrono rischiano il rimescolamento delle carte- è sempre più estesa. Tarquinia sembra  vieppiù papalina ! Momenti  centrali del... sono  le presentazioni della tavola del Pastura, del reliquario di S: Agapito,  e fra qualche giorno,   della tavola di Monaldo. Apprezzabilissime acquisizioni al patrimonio  cittadino che, in ogni caso,  consentono al vescovo di pronunciare i suoi discorsi e le sue  argomentazioni , per alcuni versi condivisibili ( la tradizione, il bene culturale, la valorizzazione ecc. ecc.) solo che la conclusione è sempre una : mettere le mani avanti  come  a dire "tutto bene , ma tenere presente che ogni cosa , atto, iniziativa sono in funzione della fondamentale finalità religiosa". Il vescovo svolge il suo lavoro  con sagacia, da parte sua non altro si può pretendere. Mentre le autorità cittadine non sono in grado di esprimere un'autorevole voce laica. In queste condizioni, paradossalmente, l'apertura buonista alle varie  correnti di pensiero corre il rischio di dare voce ad una sola corrente. Del Pastura  si legge  l'intenzionalità liturgica-religiosa non si parla dei valori strutturali dell'opera. Della bella mammella esibita dalla  Madonna, uno storico dell'arte, tale Gallo professore alla LUMSA (nessuno sapeva  né si è preoccupato di sapere cosa significasse quell'acronimo riferito alla Libera Università Maria Santissima Assunta di diretta derivazione vaticana) ha dato un'interpretazione  allagata  nel liquido amniotico dei testi sacri. Mentre il vescovo pronunciava il suo "incisivo" discorso con l'abituale passeggiatina davanti al pubblico, le autorità locali se ne stavano educatamente seduti schierati da un lato in un'ossequiosa immobilità. Un'atmosfera  che ha toccato punte surreali nella successiva processione dal Duomo a S.Francesco con la banda in testa, il solito corteo storico, il gonfalone della città, il corteggio dei monaci grigi di S,Francesco, il vescovo che salmodiava dentro un  amplificatore, poi un  vasto spazio vuoto e, finalmente, il reliquario   portato a spalla da alcuni confratelli non so di quale congregazione e subito dietro le autorità cittadine seguite da  qualche centinaio di fedeli che sgranavano  giaculatorie sacre. Lungo il percorso nessuno affacciato alle finestre. Un'intrigante situazione straniante. Il  clou spettacolare  della collocazione del reliquario in una nicchia della chiesa di S. Francesco non ha avuto luogo a causa delle dimensioni sbagliate del  piedistallo. Il  santo è rimasto a terra !. Un salutone“


[1] Chenis è il nome del Vescovo

postato da: emanuela53 alle ore 07:45 | Link | commenti (19)
categoria:cultura, politica, chiesa, religione
venerdì, 16 maggio 2008

Sono ancora disgustata.

I tg di questa sera hanno riportato con dovizia di particolari i risultati dell'autopsia di Lorena, anzi hanno riportato pochi particolari perché dovremo aspettare i risultati degli esami istologici e tossicologici per sapere se... Se cosa? Quali sono le curiosità pruriginose che legano il pubblico a questa vicenda e soprattutto quante volte si vuole seviziare Lorena?

Gli Italiani non fanno altro che riempirsi la bocca di parole quali "privacy" (pronunciata come volete), "riservatezza", ecc. ecc. e poi ... quando si tratta di una ragazza di 14 anni, percossa fino alla morte, sessualmente insicura, e tutto ciò che si vuole...Ebbene, questa ragazza e la sua famiglia hanno perso tutti i diritti.

Non esiste privacy, va in malora la riservatezza, tutto in onore del diritto di cronaca.

Non credo che le cose debbano andare così e penso che il garante della privacy qualcosa debba ben dire.

Qui non si tratta di diritto di cronaca, ma si tratta di un elementare diritto a "riposare in pace".

Ciao di nuovo, Lorena.

farfalla

postato da: emanuela53 alle ore 21:49 | Link | commenti (4)
categoria:cultura, politica, donne, giovani
mercoledì, 14 maggio 2008

A Niscemi è stato ritrovato il corpo di Lorena in fondo a un pozzo.

Le prime notizie giornalistiche ci dicono che è stata strangolata da tre minorenni che hanno poi gettato il suo cadavere, legato ad una pietra, in una cisterna.

Lorena era una studentessa di 14 anni, di 14 anni!!! Aveva un ritardo ed aveva paura di essere incinta. Si è rivolta ai giovani, forse per chiedere aiuto, per richiamarli alle loro responsabilità e ha trovato la morte.

Ennesima storia di degrado, di adolescenze sofferenti, ma non ammetto che sia considerata una notizia di cronaca. Se una ragazza è lasciata sola di fronte a questi problemi, se i coetanei rivelano questa inaudita violenza, se non si vede spiraglio di umanità... non è una notizia di cronaca. E' un problema politico, un problema sociale, un problema antropologico, di come siamo diventati, indifferenti, egoisti, inumani, massificati.

Il padre ha dichiarato che Lorena, quell'ultimo giorno, era uscita per andare dalla nonna; sì, andare dalla nonna, proprio come nella fiaba di Cappuccetto Rosso. E come Cappuccetto Rosso, sulla sua strada, ha incontrato il lupo, anzi i lupi.

Quante Lorene ci sono in giro per le strade dei nuovi boschi? Quanti lupi (inconsapevoli?) sono in agguato? Stiamo facendo qualcosa per trasformare i boschi in città umanizzate?

E le vittime sono ancora donne.

Ciao Lorena, i tuoi diritti...non li ha difesi nessuno.

fiori di pero

 

postato da: emanuela53 alle ore 08:50 | Link | commenti (4)
categoria:cultura, politica, donne, giovani
lunedì, 28 aprile 2008

DUE RECENTI STORIE DI DONNE

Rand Abdel-Qader era una studentessa irakena di diciassette anni.

Si era innamorata di un soldato inglese con il quale aveva iniziato una innocente storia d’amore.

Il 16 marzo il padre l’ha barbaramente uccisa, aiutato dai figli maschi.

L’uomo è stato arrestato e rilasciato perché il suo orribile delitto è stato considerato un delitto d’onore.

Rand è stata sepolta senza cerimonia perché considerata impura.

Unico sprazzo di luce in questa orribile storia: la madre di Rand si è separata dal marito (basta con i silenzi!) e adesso lavora per una Organizzazione Non Governativa, impegnata contro i delitti d’onore.

 

Elizabeth era una ragazza di 18 anni quando il padre l'ha segregata in una cantina a 120 chilometri da Vienna.Per 24 anni il padre l’ha violentata  e resa madre per ben sette volte. Prigione orribile per la ragazza, che oggi ha 42 anni e i suoi figli.

 

VITTIME DEL DEGRADO? DEL FONDAMENTALISMO RELIGIOSO? DELL’INDIFFEDRENZA? DI LEGGI RETROGRADE?

 

Ciò che accomuna queste come tante altre storie, è sempre lo stesso fatto

LE VITTIME SONO SEMPRE LE DONNE,

un filo rosso che attraversa contesti e comunità differenti, economie e religioni lontanissime.

La cronaca dimenticherà ben presto, fino a quando non succederà ancora, e ancora...e dimenticherà di nuovo.

QUANTO È LUNGO IL CAMMINO!

postato da: emanuela53 alle ore 09:25 | Link | commenti
categoria:cultura, politica, donne, diritti civili
mercoledì, 23 aprile 2008
@ Paolo
Ti ringrazio per le interessanti riflessioni che hai voluto lasciare su queste pagine proprio nel giorno in cui nell’ennesima strage sul lavoro, tre vittime su sei sono stranieri
Chiaramente le tue riflessioni non sono né ovvie, né banali.
·        Coniugare controllo degli “irregolari” ed integrazione/inclusione, sapendo che la maggior parte degli irregolari svolge lavori necessari e cerca nel nostro Paese una possibilità di sopravvivenza. Guardiamo al nord-est, ai lavoratori nella cura della persona...;
·        Sulla certezza della pena siamo pienamente d’accordo; ritengo che molta confusione si sia creata con l’indulto;
·        È necessario gridare ancora più forte quanto , e non soltanto nel sud, la violenza e l’illegalità siano il frutto di mafie che non si riesce a combattere, non ostante il lavoro di molta magistratura e di tanti volontari sul territorio, una per tutti l’Associazione Libera  http://www.libera.it/.
Sono d’accordo con te che non si debba rincorrere la lega su una strada che può facilmente portare al razzismo e all’intolleranza, però...
A costo di sembrarti arretrata credo che la sinistra sia arroccata su posizioni ideologiche e non riesca a calarsi nella quotidianità.
La gente non sopporta più il degrado delle città, l’uso dei bambini in attività di accattonaggio, le aggressioni e le violenze sulle donne. Certo fa più notizia se l’aggressore è straniero, quando sappiamo perfettamente che la maggior parte delle violenze sulle donne avviene nelle mura domestiche.
È anche probabile che l’accresciuta fragilità economica e l’evidente calo di stimoli culturali amplifichino la percezione di insicurezza, ma anche il popolo di sinistra sente la necessità di un’ulteriore riflessione su questi temi e sono convinta di una cosa: continuiamo a parlarne, non ignoriamo questi problemi, altrimenti saranno gli altri a tentare di risolverli... a modo loro.
Nella scuola noi insegnanti veniamo a contatto con numerose famiglie di stranieri, la maggior parte delle quali sono persone che arricchiscono la comunità scolastica. Quando, però, una famiglia crea problemi, come molte altre famiglie italiane, non si sa cosa fare e questo aumenta la sensazione di essere impotenti in casa propria.
Sul presidenzialismo dei Sindaci. Ho avuto sempre paura di un’eccessiva delega ad una persona e,anche l’amministratore più in gamba, può farsi prendere da un piccolo delirio di onnipotenza. Non li lasciamo soli a decidere.
postato da: emanuela53 alle ore 09:09 | Link | commenti (1)
categoria:cultura, politica, sicurezza, sinistra, immigrazione
giovedì, 17 aprile 2008

Sto seguendo Annozero di Santoro.

Molte sono le solite chiacchiere ma l'architetto Fuksas, a modo suo, ha posto l'accento sull'ignoranza dilagante.

Non voglio certo dire che gli elettori di Berlusconi siano una manica di ignoranti, invece gli altri...

Fuksas ha confuso nozionismo e cultura, ma credo che sia stata un'esigenza di semplificazione.

E' indubbio, però, che la cultura sia diventata, nella nostra società un'appendice; si confondono gli eventi di spettacolo con lo studio e la cultura. Siamo ancora nell'effimero?

La vera speranza è in una società che dia importanza alla scuola, allo studio, alla riflessione personale  non massificata, al gusto dell'elaborazione, alla conoscenza della propria e altrui storia, alla ricerca delle proprie radici sociali e culturali...

Berlusconi ci ha regalato la superficialità, la massificazione, il successo a tutti i costi e senza alcun costo...

Torniamo a studiare

Torniamo a conoscere la nostra società e ad elaborare progetti per migliorarla. Ricerchiamo la qualità del lavoro e. soprattutto, diamo alle nuove generazioni gli strumenti per crescere con le proprie idee.

postato da: emanuela53 alle ore 22:42 | Link | commenti (9)
categoria:cultura, politica, giovani, elezioni, crisi, berlusconi, governo, fallimento
mercoledì, 09 aprile 2008

striscioni a San Francisco

Forse la fiaccola ci permette di tenere viva l'attenzione del mondo sul Tibet, sui diritti umani calpestati, sull'esigenza di democrazia e di autodeterminazione dei popoli.

La Cina intende portare la fiaccola a Lhasa. Noi intendiamo tenere accesi i riflettori su Lhasa.

Non boicottiamo? Boicottiamo?

Come minimo disertiamo la cerimonia di inaugurazione. Siamo con Richard Gere e con Desmond Tutu.

Ripensiamo al significato delle Olimpiadi e riflettiamo su quanto i poteri forti economici decidano sulla nostra vita e sulle nostre idee.

Recuperiamo la nostra libertà di pensiero.

postato da: emanuela53 alle ore 22:33 | Link | commenti (1)
categoria:cultura, politica, tibet, crisi, informazione, diritti civili, olimpiadi, fratellanza
venerdì, 04 aprile 2008

 QUARANTA ANNI FA VENIVA UCCISO MARTIN LUTHER KING

Ci mancano le sue idee, la sua generosità, la sua speranza, la sua prospettiva, il suo sogno.

Ho davanti a me un sogno,
che un giorno questa nazione si sollevi e viva appieno il vero significato del suo credo: “Noi riteniamo questa verità ovvia: che tutti gli uomini sono stati creati uguali.”

Ho un sogno,
che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi proprietari di schiavi saranno capaci di sedere insieme intorno al tavolo della fratellanza.

Ho un sogno,
che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno Stato che soffoca per l’afa dell’ingiustizia, che soffoca per l’afa dell’oppressione, sia trasformato in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno,
che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione dove non siano giudicati in base al colore della loro pelle, ma per la qualità del loro carattere.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno,
che un giorno, laggiù in Alabama, coi suoi immorali razzisti, con il suo governatore le cui labbra sono gravide di parole quali “interposizione” e “nullificazione” - un giorno proprio là in Alabama bambini neri e bambine nere possano prendersi per mano con bambini bianchi e bambine bianche come sorelle e fratelli.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno,
che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno invece abbassate, e i luoghi scabri saranno resi piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e finalmente la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud. Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà   "

LET FREEDOM RING

 

postato da: emanuela53 alle ore 07:54 | Link | commenti
categoria:cultura, politica, martin luther king, sogno, diritti civili, libertà, fratellanza