Ieri, alla trasmissione di Fazio Che tempo che fa, Eugenio Scalfari ha riproposto i contenuti del suo articolo, pubblicato sulla Repubblica di ieri
“L'ultima maschera del nuovo statista”.
Dapprima riporta una citazione bellissima di Tocqueville.
“...Non è raro vedere pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o distratta e che agiscono in mezzo all'universale immobilità cambiando le leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi. Non si può fare a meno di rimanere stupefatti di vedere in quali mani indegne possa cadere anche un grande popolo. ...”.
Nel commento Scalfari fa riferimento all’aspetto istrionesco di Berlusconi.
A Berlusconi piace recitare, indossare maschere. In questo momento indossa la maschera di grande statista, ci si coinvolge così tanto che ci crede anche lui (forse perché mira al Quirinale). Ma come tutti gli attori passerà da questo ruolo ad un altro e cambierà maschera. In questa bellissima cornice Scalfari commette un errore valutando positivamente il fatto che Veltroni si sia incontrato con Berlusconi.
Non vedo perché l’opposizione debba fare da spalla al grande attore e magari ampliargli la platea. Ancora una volta Walter perde di vista le priorità e le priorità, per le protagoniste/vittime di una così severa batosta, sono nell’analisi, nella ricerca delle ragioni, nel rinnovato rapporto con la gente che ti ha abbandonato. Il rapporto con l’istrione può attendere.
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