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lunedì, 28 aprile 2008

DUE RECENTI STORIE DI DONNE

Rand Abdel-Qader era una studentessa irakena di diciassette anni.

Si era innamorata di un soldato inglese con il quale aveva iniziato una innocente storia d’amore.

Il 16 marzo il padre l’ha barbaramente uccisa, aiutato dai figli maschi.

L’uomo è stato arrestato e rilasciato perché il suo orribile delitto è stato considerato un delitto d’onore.

Rand è stata sepolta senza cerimonia perché considerata impura.

Unico sprazzo di luce in questa orribile storia: la madre di Rand si è separata dal marito (basta con i silenzi!) e adesso lavora per una Organizzazione Non Governativa, impegnata contro i delitti d’onore.

 

Elizabeth era una ragazza di 18 anni quando il padre l'ha segregata in una cantina a 120 chilometri da Vienna.Per 24 anni il padre l’ha violentata  e resa madre per ben sette volte. Prigione orribile per la ragazza, che oggi ha 42 anni e i suoi figli.

 

VITTIME DEL DEGRADO? DEL FONDAMENTALISMO RELIGIOSO? DELL’INDIFFEDRENZA? DI LEGGI RETROGRADE?

 

Ciò che accomuna queste come tante altre storie, è sempre lo stesso fatto

LE VITTIME SONO SEMPRE LE DONNE,

un filo rosso che attraversa contesti e comunità differenti, economie e religioni lontanissime.

La cronaca dimenticherà ben presto, fino a quando non succederà ancora, e ancora...e dimenticherà di nuovo.

QUANTO È LUNGO IL CAMMINO!

postato da: emanuela53 alle ore 09:25 | Link | commenti
categoria:cultura, politica, donne, diritti civili
domenica, 20 aprile 2008

 

Uno dei nodi che la sinistra non è riuscita a risolvere è quello della SICUREZZA.

Ogni volta che riusciamo a parlare di legalità, città sicure, immigrazione clandestina abbiamo paura di “non essere di sinistra”, di non essere sufficientemente garantisti.

È veramente così?

Credo che possiamo abbandonare l’idea che l’insicurezza sia soltanto “percepita”, sia il frutto di una comunicazione-spettacolo ecc. ecc.

Le donne, i cittadini non si sentono sicuri perché la sicurezza è veramente diminuita, nelle grandi e nelle piccole città,anche del centro-sud.

Devo dire che il rituale dei sindaci riuniti a Parma nei giorni scorsi non mi ha molto interessata. Anche perché ritengo che l’elezione diretta dei sindaci, se da una parte può aver avvicinato un po’ i primi cittadini al loro territorio, dall’altra ha sfornato dei politici individualisti che ritengono che i voti ottenuti siano tutti loro (alla faccia dei partiti e dei militanti che lavorano quotidianamente) e che sono tutti presi dalla ricerca continua della loro affermazione personale. Così si abbandona il dibattito collettivo, così ci si allontana dalle comunità politiche...

Per ritornare al tema della sicurezza, dunque. Non mi piace delegarlo ai primi cittadini, non mi piace che diventi un fatto esclusivo di polizia.

Penso che debba diventare una GRANDE TEMA DI DISCUSSIONE NELLA SINISTRA.

Enucleiamo alcuni punti essenziali:

—    Immigrazione clandestina

—    Rispetto delle culture e rispetto delle città

—    Sicurezza

—    Legalità garantita

 

Parliamone.

Facciamo nascere una cultura della sicurezza di sinistra e lasciamo i sindaci alle loro carte

postato da: emanuela53 alle ore 09:29 | Link | commenti (7)
categoria:politica, sicurezza, diritti civili
mercoledì, 16 aprile 2008

Sì! Siamo apparsi, e lo siamo davvero ?!, vecchi e rabbiosi. E le persone piene di rabbia non sanno affrontare e risolvere i problemi.

Come molti io vengo dal PCI e dai DS e mi sono fermata di fronte ad un PD che mi sembra troppo democristiano.

Credo ancora che la "sinistra" abbia un significato, ma che debba essere riempita di contenuti moderni e vicini alla maggior parte della gente.

Credo ancora che l'impegno politico sia un grande valore, ma è necessario dare a chi si impegna una speranza anche "allegra".

Credo ancora che la sinistra possa rappresentare una "speranza" per una società migliore (non grettamente capitalistica), ma si deve stare tra la gente (non soltanto davanti ai cancelli delle fabbriche, se ci sono ancora fabbriche)

Credo ancora che si debbano tutelare le minoranze, ma non dimentichiamo i problemi della maggior parte dei cittadini.

Credo ancora che sia necessario affrontare in modo solidale il problema degli immigrati, ma cerchiamo di essere vicini ai cittadini che non si sentono sicuri, neanche nelle loro case.

Abbiamo molto da dire su LAVORO, SCUOLA, AMBIENTE, CULTURA, CASA,...

Intanto riflettiamo e ricerchiamo le motivazioni che hanno spinto tanti precari, disoccupati, neopoveri, donne, pensionati a votare il centrodestra.

E FACCIAMOLO SENZA RABBIA!

postato da: emanuela53 alle ore 08:10 | Link | commenti (9)
categoria:politica, sinistra, elezioni, crisi, diritti civili, berlusconi, fallimento
mercoledì, 09 aprile 2008

striscioni a San Francisco

Forse la fiaccola ci permette di tenere viva l'attenzione del mondo sul Tibet, sui diritti umani calpestati, sull'esigenza di democrazia e di autodeterminazione dei popoli.

La Cina intende portare la fiaccola a Lhasa. Noi intendiamo tenere accesi i riflettori su Lhasa.

Non boicottiamo? Boicottiamo?

Come minimo disertiamo la cerimonia di inaugurazione. Siamo con Richard Gere e con Desmond Tutu.

Ripensiamo al significato delle Olimpiadi e riflettiamo su quanto i poteri forti economici decidano sulla nostra vita e sulle nostre idee.

Recuperiamo la nostra libertà di pensiero.

postato da: emanuela53 alle ore 22:33 | Link | commenti (1)
categoria:cultura, politica, tibet, crisi, informazione, diritti civili, olimpiadi, fratellanza
venerdì, 04 aprile 2008

 QUARANTA ANNI FA VENIVA UCCISO MARTIN LUTHER KING

Ci mancano le sue idee, la sua generosità, la sua speranza, la sua prospettiva, il suo sogno.

Ho davanti a me un sogno,
che un giorno questa nazione si sollevi e viva appieno il vero significato del suo credo: “Noi riteniamo questa verità ovvia: che tutti gli uomini sono stati creati uguali.”

Ho un sogno,
che un giorno, sulle rosse colline della Georgia, i figli degli antichi schiavi e i figli degli antichi proprietari di schiavi saranno capaci di sedere insieme intorno al tavolo della fratellanza.

Ho un sogno,
che un giorno persino lo stato del Mississippi, uno Stato che soffoca per l’afa dell’ingiustizia, che soffoca per l’afa dell’oppressione, sia trasformato in un’oasi di libertà e di giustizia.

Ho un sogno,
che i miei quattro bambini un giorno vivranno in una nazione dove non siano giudicati in base al colore della loro pelle, ma per la qualità del loro carattere.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno,
che un giorno, laggiù in Alabama, coi suoi immorali razzisti, con il suo governatore le cui labbra sono gravide di parole quali “interposizione” e “nullificazione” - un giorno proprio là in Alabama bambini neri e bambine nere possano prendersi per mano con bambini bianchi e bambine bianche come sorelle e fratelli.

Ho un sogno oggi!

Ho un sogno,
che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno invece abbassate, e i luoghi scabri saranno resi piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e finalmente la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud. Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà   "

LET FREEDOM RING

 

postato da: emanuela53 alle ore 07:54 | Link | commenti
categoria:cultura, politica, martin luther king, sogno, diritti civili, libertà, fratellanza
giovedì, 03 aprile 2008

NO ALL'INDIFFERENZA!

appello Betancourt 

 

Torno a parlare di Ingrid Betancourt.

Accoggliamo l'appello del figlio: "AGIAMO PER INGRID".

Ognuno di noi può fare qualcosa, anche se una piccola cosa.

Visitiamo il sito   http://www.agirpouringrid.com/

postato da: emanuela53 alle ore 06:47 | Link | commenti (1)
categoria:politica, donne, vita, diritti civili, ingri betancourt
mercoledì, 02 aprile 2008

SCRIVIAMO UN POST SULLA LIBERAZIONE DI INGRID BETANCOURT

Betancourt

Diciamo sempre che non possiamo fare niente.

Ce la prendiamo sempre con gli altri: politici, giornalisti...

Abbiamo uno spazio nella rete. Anche se ci legge una persona sola è importante.

SCRIVIAMO UN POST PER LA LIBERAZIONE DI INGRID BETANCOURT. FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA, SEPPUR DEBOLE, VOCE.

Se vuoi saperne di più http://it.wikipedia.org/wiki/Ingrid_Betancourt

postato da: emanuela53 alle ore 08:34 | Link | commenti (3)
categoria:politica, donne, informazione, diritti civili, ingri betancourt
martedì, 01 aprile 2008

ButhiaButhia, il capitano della nazionale di calcio indiana, ha rifiutato di fare il tedoforo per proclamare la propria vicinanza al Tibet.

CHE BELLO!

CHE LIMPIDEZZA!

CHE DICHIARAZIONE SEMPLICE MA FORTE!

Un esempio per i vari arrampicamenti diplomatici che cercano di salvare, miseramente, le relazioni economiche con la grande Cina. Il boiottaggio dell'inaugurazione dei giochi da parte dei politici credo proprio che sia il minimo.

Riscopriamo il piacere di credere nei principi ideali dell'uomo,

godiamo dell'essere parte di un movimento che desidera il meglio per l'umanità.

EVVIVA BUTHIA!

postato da: emanuela53 alle ore 21:48 | Link | commenti (3)
categoria:politica, sinistra, tibet, diritti civili
martedì, 18 marzo 2008

Vogliamo credere alle autorità cinesi che se la prendono con la violenza dei Tibetani?

Chiediamo al governo italiano e alla diplomazia europea di intevenire con forza contro le violenze in Tibet e per la difesa dei diritti civili.

 

 

Il video è di Marcello Gentile

postato da: emanuela53 alle ore 14:41 | Link | commenti (5)
categoria:politica, tibet, diritti civili