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venerdì, 19 settembre 2008

Ho sempre evitato di esprimere i miei pensieri sull’”alta finanza” perché sono consapevole di non essere preparata sull’economia nazionale e mondiale.

Ho sempre pensato, però, che ci fosse ben poco di concreto, scarsamente collegato al lavoro, nei giochi delle borse mondiali e che quell’economia fosse, in gran parte,  del tutto nominale, frutto di speculazioni e di giochi più o meno puliti.

img_borsa.jpg

Quello che sta accadendo da un po’ di tempo negli USA, e di conseguenza nel resto del mondo, mi riconcilia con me stessa, senza troppa falsa modestia: forse ciò che pensavo era esattamente la realtà.

Le banche crollano; le agenzie di rating, quelle che dovevano dare il voto agli altri, crollano anch’esse; le Banche Centrali sono costrette a immettere forti capitali sul mercato e negli USA, il paese capitalista per eccellenza, si applica l’economia comunista e si nazionalizza l’AIG, il colosso delle assicurazioni. Non solo, Bush ha anche promesso che, se necessario, interverrà ancora.

Allora è così:

IL CAPITALISMO PURO, QUELLO DEI TRATTATI DI ECONOMIA, NON ESISTE!

ESISTE IL CAPITALISMO ASSISTITO, quello che, quando va bene, arricchisce il “padrone” e che, quando va male, getta sui bilanci statali (sulle tasse dei cittadini) il peso delle proprie incapacità.

Il crack della Cirio, il crack della Parmalat, la vicenda Alitalia, soltanto per restare a casa nostra, mettono a nudo il re.

Non ci sono grandi capitalisti, grandi finanzieri. Ci sono furbetti che approfittano delle situazioni contingenti, tanto quando va male si cercano gli ammortizzatori sociali (pagati sempre da noi), si mandano all’aria i piccoli risparmiatori ecc., ecc., ecc.

Chiaramente gli amministratori e/o i commissari intascano fior di compensi, tanto tra un fallimento e l’altro cosa vuoi che sia qualche milione di euro in più o in meno.

Oggi le borse europee sono risalite: il Tesoro americano ha annunciato un piano di 50 miliardi (pagati dai contribuenti) per stabilizzare i fondi mutualistici più a rischio: i lavoratori pagano e i furbetti approfittano.

Domani qualche dichiarazione sbagliata o qualche veto delle banche centrali potrebbe farle crollare di nuovo.

Così va il mondo dell’”alta finanza”e noi, che ci manteniamo con il nostro lavoro, assistiamo al gioco dei “grandi capitalisti”.

 

postato da: emanuela53 alle ore 16:57 | Link | commenti (12)
categoria:politica, economia
giovedì, 24 luglio 2008

Un evento che si è svolto ieri mi dà l’occasione di condividere la passione per un luogo di Tarquinia che frequento spesso, camminando o correndo: le Saline.

A dire la verità  l’estrazione del sale è stata abbandonata definitivamente nel 1997 e adesso le vasche sono Riserva naturale dove vengono a svernare e nidificare uccelli meravigliosi: fenicotteri rosa, aironi, anatre, cigni reali, garzette, avocette...

Mentre passeggiamo possiamo godere di un paesaggio fantastico. Spesso all’ora tramonto saline Tarquiniadel tramonto, in tutte le stagioni, le vasche si colorano di rosa, arancione, rosso riflettendo i colori del nostro fantastico cielo. Durante il giorno l’azzurro rende vivide le presenze avicole che spesso ci accompagnano gridando e starnazzando. In questi giorni è molto frequente vedere uno stormo di fenicotteri rosa che, seguendo il capostormo, volteggiano nell’aria cercando percorsi a noi sconosciuti.

Torno all’evento di ieri: l’Università della Tuscia ha inaugurato i suoi laboratori di monitoraggio ambientale e di genetica molecolare per la salvaguardia e il ripopolamento del mare e delle acque della riserva. A questo scopo alcuni edifici del caratteristico borgo ottocentesco sono stati finalmente ristrutturati e altri aspettano ristrutturazione e destinazione.

Riserva e ricerca. In questa Italia berlusconiana che ancora si usino queste due parole ha del miracoloso.

Chiaramente ci sono molti problemi che oggi voglio evitare di sottolineare.

Un solo contrasto: qualcuno vorrebbe utilizzare a scopo terapeutico (malattie della pelle) e quindi economico le acque e i fanghi delle vasche, altri vorrebbero realizzare ampia tutela e sviluppare la ricerca. Il solito conflitto tra economia e ambiente?

Tutela dell'ambiente e posti di lavoro non riescono proprio a convivere?

 

postato da: emanuela53 alle ore 12:49 | Link | commenti (8)
categoria:ambiente, economia, emozioni, saline di tarquiia